Papillon, il cane "farfalla"

Non c’è da passare ore a strippare, a toelettare o a sforbiciare.. la sua è una bellezza tutta naturale! Il pelo setoso non si annoda, non ha odore; inoltre è un cane che ama essere pulito. Lavarlo, dunque, non è una fatica ma una pratica semplice e veloce. Il suo aspetto è pressoché unico: può assumere in’infinita varietà di colori, sfumature e pezzature tant’è che è impossibile trovarne due uguali. Bianco arancio o pezzato di nero, di rosso, di beige, fulvo, sabbia, tricolore, il mantello è un vero caleidoscopio di possibilità.
Il papillon è generalmente un cane equilibrato, allegro, gioioso e amichevole. Non c’è differenza tra i sessi, sia il maschio sia la femmina sono cani da compagnia senza eguali. Sono socievoli con altri cani e con altri animali, perfino con i gatti. Amano stare con le persone, non solo in grembo a vedere la TV ma anche accompagnarli a fare una passeggiata in città o tra i boschi. Sono attivi e vivaci. Attenti e guardiani non si lasciano mai andare all’isteria. Mantengono negli anni il carattere giocoso del cucciolo e si adattano bene a eventuali cambi di casa e ambiente a qualsiasi età.
Adatti per l’agility, per la pet theraphy, sono utilizzati anche come cani “per i non udenti” o per seguire senza fatica anche le “tracce“ lasciate dagli umani. Rispetto a razze di grandi dimensioni impegnate in agility o obbedience, il papillon è capace di svolgere spesso meglio gli stessi compiti con grande agilità e entusiasmo, conquistando facilmente l’attenzione del pubblico. La sua energia e vitalità, la sua voglia di compiacere il padrone lo rende dunque un cane perfettamente addestrabile in ogni disciplina. Se ammaestrati per persone diversamente abili, compiono facilmente azioni quali: accendere luci, aprire e chiudere porte, raccogliere piccoli oggetti caduti sul pavimento, togliere i panni dalla lavatrice, fare il letto… La facilità di preparazione e la sua innata eleganza ne fa anche un cane che può essere scelto dai novizi che vogliono partecipare ad esposizioni di bellezza.
Si tratta di una razza relativamente sana, con poche problematiche di salute e nessuna particolarmente diffusa o grave. A volte si dimostrano sono un pochino inappetenti se il cibo non è di loro completo gradimento.
Un storia “reale”
Una storia antica quella del Papillon. Si ritrovano ovunque riferimenti dello “spaniel nano” o dello “spaniel di Tiziano”. In Italia fin dagli affreschi del XIII fino a tutto il Rinascimento si ritrovano immagini del piccolo spaniel. Giotto ne rappresentò uno nei dipinti della basilica di Assisi e,Tiziano mostrò addirittura un’autentica passione immortalando innumerevoli esemplari nei suoi capolavori (da qui l’appellativo “lo spaniel di Tiziano” o “Titian Spaniel”).
Spaniel solitamente significava “cane di origine spagnola”. Ed in effetti questa sembra l’origine più probabile (comune a molte razze che vanno dal tipo Spitz al setter) del papillon.
E’ durate il rinascimento che il “Titian dog” assunse grande splendore. Le classi agiate e la nobiltà dl tempo adoravano la compagnia di questi piccolo quattrozampe.
Luigi XIV è probabilmente l’appassionato più conosciuto di “dwfarf spaniel”, i cui esemplari che erano raffigurati spessissimo nei suoi ritratti e di famiglia. Il dipinto più famoso "Louis XIV and His Heir", di Nicolas de Largilliere (1656-1746), include i suoi beniamini. Anche Madame Pompadour e Maria Antoinetta possedevano esemplari di piccoli spaniel. Secondo la leggenda Maria Antonietta ne aveva addirittura uno sotto al braccio (chiamato Thisbe) fino alla ghigliottina.. Probabilmente questa fantasia popolare che Maria Antonietta ne abbia portato uno a questa sorta di “appuntamento” non è assolutamente da prendere in considerazione ma grazie all’amore e ai ritratti dei nobili cinofili possiamo vedere come il piccolo spaniel sia cambiato nel tempo. Negli anni le ossature si sono affilate, le forme sono diventate più eleganti e il pelo più ricco. Se al tempo di Tiziano (quasi tutti bianco rosso) avevano il cranio piuttosto piatto con poco stop, già Veronese alternava crani piatti a bombati, e Mignard già mostrava un cane che rassomiglia verosimilmente all’attuale. Ancora a orecchie cadenti, siamo ancora all’antenato del nostro “phalene”. Solo un paio di esemplari furono raffigurati con orecchie più sollevate. Poi nel XIX secolo le orecchie erette divennero piene di fascino e appeal e si diffusero tra gli estimatori così su vasta scala che anche il nome della razza divenne “papillon”. (Solo recentemente la FCI ha classificato come “Phalene” la varietà a orecchie cadenti).
Tornando alla storia del papillon, nonostante la caduta in disgrazia della nobiltà (e dunque dei loro cani) la razza sopravvisse e riacquistò fama e popolarità in Francia, Belgio e Gran Bretagna sul finire dell’800 e inizio ‘900.

Come valutare al meglio un Papillon durante un’esposizione?
Sicuramente il piazzamento sul tavolo favorisce l’osservazione dei tratti più caratteristici della razza, quali proporzioni cranio-muso (circa 2/3 e 1/3 della lunghezza totale), lo stop abbastanza pronunciato, il cranio leggermente arrotondato tra l’attaccatura delle orecchie, la pigmentazione forte delle rime palpebrali, tartufo (nero!) e labbra, la chiusura a forbice, insieme a ricercare la giusta consistenza del padiglione auricolare che permette di tenere erette le orecchie. Poi si passa a controllare il collo che deve essere sufficientemente lungo e correttamente inserito per fondersi in modo naturale col tronco e linea superiore. Le proporzioni del tronco rientrano in un rettangolo moderato, il torace sufficientemente sviluppato, il ventre rientra leggermente. Poi si controllano gli arti (in appiombo), le angolazioni ed i piedi che non devono essere rotondi o piatti. Il piede è allungato (da lepre) con le dita centrali leggermente più lunghe, e frangiate dando quasi l’idea di finire a punta. La coda deve essere attaccata alta e di giusta lunghezza. E’ poi la volta del pelo, che è lungo, abbondante, setoso, abbastanza dritto (solo leggermente ondulato) e senza sottopelo (mai lanoso o gonfio). Forma collare, jabot e culottes.
I difetti più frequenti in questa razza sono le linee superiori non corrette (da controllare anche eventuali cifosi o cedimenti in movimento). Code attaccate basse, o mal portate in movimento (mai piatte sul dorso, o arricciate, la posizione più corretta è “Tea cup tail”). Dentature deviate o prognate e orecchie non corrette. Per valutare al meglio l’espressione e l’attaccatura delle orecchie è bene che il cane sia invece in stazione naturale sul pavimento. Le orecchie, sono in entrambe le varietà (Papillon-erette, Phalene-cadenti) espressive e mobili, non devono mai essere troppo piccole o appuntite, ne attaccate troppo alte, deboli o scarse di frangiatura. Le orecchie se completamente erette (angolo di 45 sull’orizzontale, non devono mai puntare in alto, grave difetto) o cadenti non sono mai troppo grandi o rotonde. Il Papillon è un cane “glamour” dove orecchie grandi e rotonde che rivelano la caratteristiche della razza e il suo nome, devono appunto ricordare la farfalla. Il colore rosso ha spesso una frangiatura più modesta ma resta comunque fondamentale che si veda chiaramente il “Papillon”. Tutti i colori e pezzature sono accettate ma macchie di colore possibilmente simmetriche che coprono occhi e orecchie sono sicuramente più apprezzate e insieme alla losanga bianca centrale danno il giusto look di “farfalla”. Il fondo deve essere comunque bianco. Sul corpo e arti il bianco dominante rispetto al colore. Il bianco dominante sulla testa è un difetto. L’altezza è di circa 28 cm. Il peso prevede due varietà: meno di 2,5 kg per maschi e femmine e da 2,5 kg a 5 kg per le femmine e 4,5 kg per i maschi. Peso minimo per tutte le categorie 1,5 kg. Il cane deve essere presentato naturalmente. Il movimento deve essere aggraziato, sciolto e piuttosto parallelo ed elegante. Il carattere deve essere allegro, socievole e giocherellone anche dentro al ring.
La razza è tutelata dal Club Cani Compagnia

 

 

Breaking News

Logo Magazine

  • Rubriche
    IL CANE LEONE

    IL CANE LEONE 
    di Armando Ferone

    La storia

    Come tutte le razze tibetane, lo Shih Tzu deve i suoi Natali ai monaci buddisti che lo allevavano sulle alture del Tibet per la guardia ai monasteri e che consideravano i soggetti di sesso maschile sacri al punto tale da  offrirli, accompagnati da benedizioni, come dono prezioso ad esponenti dell'aristocrazia e a dignitari di corte.

    LEGGI TUTTO

  • Rubriche
    La Rogna

    La Rogna (Dr. Graziano Buzzi)

    Il termine “rogna” viene utilizzato usualmente in senso figurato per indicare una situazione che provoca  seccatura o fastidio (che rogna!!!) (Treccani)

    LEGGI TUTTO

e-magazine club cani compagnia

Iscrizioni tessera

Calendario eventi

Ultime notizie

Autenticazione utente

 
Seguici su Facebook Seguici su FacebookClub Cani Compagnia

 
 
I nostri video
Testi e immagini ©2007/2013 Club Cani Compagnia - Tutti i diritti riservati - Web site by 24carats.it
C.F. 10877030154 - P.IVA 01108740992